Mài profàil

Utente: ARIACHIARA
Nome: Claudia
Noi farfalle, si vive un giorno solo e quando son le sei di sera si han già le palle piene.

Siti che favoriscono l'evoluzione della specie, seppur a fatica

Servizio Antibufala
Il Blog di Beppe Grillo

Sopporto

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2. Chi è dolce e un po' malinconico
3. La liquirizia in tutte le sue forme
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5. Il mare caldo e tranquillo delle sette di sera

Gradirei morissero

I permalosi, gli invidiosi, i supponenti, i fanatici, chi pensa di potermi dire come vivere, insomma gli idioti in tutte le loro varianti

Ritengo degni della mia attenzione

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Sto crescendo culturalmente con

VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE (Cèline)
LE INTERMITTENZE DELLA MORTE (Saramago)
CELL (King)
TWILIGHT (Meyer)
DALLA PARTE DELLE BAMBINE (Belotti)

Se ti va

Mi hanno fatto una visita indescrivibilmente gradita in

*loading*

Addobbi di gusto oltremodo raffinato

NON E' IMPOSSIBILE...

AAwkward
RRounded
IIrresistible
AAmbivalent
CControversial
HHuge
IIndustrious
AAltruistic
RRelaxing
AAstounding

Acronimìzzati, orsù!

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lunedì, 02 giugno 2008

VOCI

passaparola
Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 21:25 | link | commenti (7)
categorie: scienza, spiegazioni, zonedombra, saggezzasecolare
venerdì, 08 febbraio 2008

PROBLEM SOLVING

PROBLEM SOLVING

Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 11:06 | link | commenti (16)
categorie: saggezzasecolare, lavorodunquenonsono
giovedì, 13 dicembre 2007

OMAGGINO PER IL GAB

        1_blog

Omaggino al mio caro ex compagno d'università Gabriele, oggi fumettista affermato.
La prova vivente che nella vita si può fare qualunque cosa. Basta volerlo.
E avere una laurea in fisica nucleare.
Grazie ai miei tre lettori, contribuirò pesantemente al consolidarsi della sua fama.
Eh, son cose, queste.

Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 17:17 | link | commenti (25)
categorie: ideebrillanti
sabato, 01 dicembre 2007

BENEFIT

C'è la diffusa tendenza da parte delle imprese, a considerarti un beneficiato, per la sola ragione che pagano il tuo lavoro.
(Enzo Biagi)

Oggi è ancora più vero.
Lo stipendio oggi è diventato un benefit.
Una sorta di indennità integrativa.
Integrativa rispetto al reddito principale, costituito dal Gratta e Vinci, dalla pensione del papà che ha lavorato trentanni in altoforno e dalle mancette di Natale degli zii di Pordenone.
E tutte queste entrate sono cumulabili!
Ma denunciamole, queste storture del sistema, questi privilegi, che poi i malpensanti dicono che sono solo i parlamentari a prendere stipendi multipli.

Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 20:49 | link | commenti (6)
categorie: lavorodunquenonsono
lunedì, 19 novembre 2007

LAVORO DUNQUE NON SONO

E' opinione comune -ma anche provincia e regione- che, nel mondo del lavoro, la causa principale che minaccia il rendimento in azienda sia il fatto che le donne fanno figli. Fatto tra l'altro non nuovo, perchè sembra che le donne facciano figli da 2000 anni, quindi, volendo, i tempi tecnici per adottare una soluzione soddisfacente per tutti ci sarebbero anche stati.
Non di rado -anzi, quasi sempre- in un colloquio di lavoro, anche per un posto lacrimevole di centralinista-receptionis, qualche Direttore del Personale particolarmente danneggiato dal Viagra, arriva sempre in modo più o meno sotterraneo a dare forma alla Domanda "ma lei ha intenzione di sposarsi e fare figli?".
Forse aspetta di sentirsi rispondere: "ma no, sta scherzando, è ovvio che un lavoro come centralinista appagherà assolutamente ogni aspetto del mio essere. Come potrei desiderare di innamorarmi, sposarmi, fare una famiglia, se ho la possibilità di passare ben 8 ore al giorno a rispondere al telefono con le solite 4 frasi da lobotomio industriale? C'è forse qualcosa di più gratificante? Certe attività, come quella che Lei mi propone, si sa, sono una missione, comportano dedizione assoluta, e bisogna dimenticarsi di avere una vita normale. Ne parlavo giusto l'altro giorno con Rita Levi Montalcini e, attraverso una medium, con Madre Teresa".
Dopo anni che lavoro nell'ambito delle Risorse Umane, io non ho ancora capito il processo logico, se ne esiste uno, che porta un Direttore del Personale, in teoria normodotato di encefalo, a porre quesiti del genere, che prima di essere paleolitici e anticostituzionali, sono imbarazzanti proprio dal punto di vista comportamentale. Un po' come ruttare a tavola ad un matrimonio.
In genere, il Direttore del Personale Medio(cre), pensa che le donne con famiglia, sul lavoro, siano poco affidabili, prese da mille pensieri
, spesso assenti, con priorità non coincidenti esattamente con quelle aziendali, magari un po' nervosette, e via luogocomunando.
Non voglio stare qui a tessere le lodi delle strepitose capacità organizzative delle donne con famiglia che lavorano, che sanno far fruttare al massimo OGNI MINUTO della loro giornata perchè ad una certa ora devono smettere necessariamente di lavorare, ed il cui rendimento è spesso maggiore del collega maschio che si ferma in ufficio fino alle otto di sera perchè tendenzialmente ha buttato metà del suo tempo nel cesso tra
momenti di socializzazione, summit calcistici e visioni di siti porno.
Non voglio star qui a sottolineare l'ovvio.
Ho solo una domanda, rivolta a quel tipo di persona che considera dannoso per l'azienda assumere una donna, normale, che si innamora e fa figli (non dico che si sposa, perchè l'atto di sposarsi è un atto di folklore locale emotivamente non rilevante in confronto ad eventi devastanti come innamorarsi e diventare genitori).
A quel tipo di persona che ritiene preferibile assumere una donna single, tutta dedita all'azienda, anche se deve solo inserire tutto il giorno ordini e fatture a PC come una scimmia cercopiteca, una donna che non vede un uccello stabile dalla fine guerra del Golfo, e se occasionalmente ne vede uno è perchè era troppo buio e l'uccello si è sbagliato.
MA SECONDO VOI UNA ZITELLA IN PROCINTO DI DISSECCAMENTO CHE IMPAZZISCE DI SOLITUDINE E DALLA VOGLIA DI ACCALAPPIARE UN MASCHIO QUALUNQUE PURCHE' AUTOMUNITO E CON SUDORAZIONE NON ECCESSIVA, PUO' VERAMENTE ESSERE UN COSI' FULGIDO ESEMPIO DI EQUILIBRIO MENTALE, AFFIDABILITA', LUCIDITA', RENDIMENTO, PER UN'AZIENDA?!
Provate a chiedere ai suoi colleghi, quanto è bello, facile, e soprattutto PRODUTTIVO, lavorare con una persona così, che sprizza frustrazione ed inappagamento da tutti i pori.
Cazzo, quanto mi scoccia, a me che sono praticamente una contessa in incognito, dover scendere ad argomentazioni così tribali e triviali, solo perchè sono le uniche che possono essere comprese da questi Gestori di Scorte di Magazzino travestiti da Gestori di Risorse Umane, ignoranti come capre, ancora a credere che una persona, una donna, che lavora renda di più, se è infelice.
Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 17:21 | link | commenti (9)
categorie: lavorodunquenonsono
domenica, 18 novembre 2007

LE VITE DEGLI ALTRI

Nel post precedente sul precariato, non parlavo di me. Io mi trovo, almeno per ora, in una condizione doppiamente privilegiata, nel senso che ho un lavoro non precario, e non lavoro per necessità. O almeno non per necessità materiale.
Eventualmente per necessità psichica.
Non lo sottolineo per dire "oh ma non pensate che io sia una di quegli sfigati eh?!", ma solo per dire che anche se certe cose non sono mai capitate a me, probabilmente più per fortuna che per altro, quando le vedo succedere agli altri io ci sto male.
Quando vengo a sapere che, nel mio entiurajh, una donna, che neanche conosco, è stata incentivata a lasciare l'azienda perchè la sua condizione di madre non era più compatibile con il "ruolo aziendale", quando sento le stesse donne esprimere pareri del tipo che è ovvio che un'azienda non sia interessata ad una lavoratrice madre, perchè si sa che è meno disponibile eccheccazzo non si può avere tutto hai voluto i figli, non puoi pretendere anche di volerti realizzare nel lavoro...
Che poi, ma quale realizzazione, si parla semplicemente di un lavoro normale, noioso, routinario, fatto per lo più per portare a casa un altro stipendio.
Niente di tutto ciò succede a me.
Ma mi arrabbio lo stesso, mi incupisco, mi ribello, come se fossi io la malcapitata che deve sopportare la miopia e l'ottusità altrui.
E magari intervengo goffamente in difesa di chi sta subendo un sopruso, ma senza nessun risultato, perchè mi scontro sempre con un individualismo incredibile, patologico, in cui ognuno cerca di sopravvivere, godendo in segreto del disagio altrui, applicando il mors tua vita mea, senza rendersi conto che lasciar morire oggi una persona che si trova in una situazione in cui tu ti troverai domani, equivale ad autocondannarti a morte.
Mors tua, mors mea. Ma dico: sei davvero un genio!
Vivo ormai da mesi come in un acquario ovattato, guardando attraverso il vetro cose, persone, eventi che non mi appartengono affatto.
Non so nemmeno se sono dentro o fuori dall'acquario, nè cosa sia meglio.
E mi chiedo se in me ci sia qualcosa di sbagliato, nello stare perennemente depressa e incazzosa per questo uaild uorld.
Anche nelle giornate positive, io sono comunque incazzata. Così, per atto di fiducia.
Questo è anche il motivo per cui non scrivevo più sul blog. Iniziando a scrivere, non facevano che sgorgarmi lamenti tibetani, non interessanti da condividere. Forse mi sto progressivamente trasformando nella solita quasi quarantenne sull'orlo di una crisi di nervi, senza più null'altro da dire se non esporre con amarezza prove continue del fatto che mi sembra di vivere in una società che nutre un profondo disprezzo malcelato per le donne, perchè altrimenti tante situazioni di disagio femminile non si spiegherebbero.
Va be', non importa, il blog virerà in nero, ma mi va bene così.
Sono anche stanca di tutta 'sta ggggente intorno a me, così fintamente impegnata, in realtà completamente incapace di vedere quel che c'è da vedere, che fa la brillante, che parla di libri, mostre, spettacoli teatrali, viaggi, aste di oggetti d'arte, vintage, ricette di novelle cuisine, di quanto è figo fare free claimbing.
Non lo so, se c'è troppo disagio, troppa sofferenza intorno a me, io non riesco a vivere bene, a non pensarci.
E potrei passare i miei pomeriggi nei Centri Benessere, nel Quadrilatero della Moda, fare tutto quel cazzo che mi pare, dalla riflessologia plantare, alla recitazione, ai balli latino americani, al corso di scrittura creativa in sanscrito con influenze pugliesi. Potrei fare la sciùra insomma, fingere di vivere sostituendo la vita con la mondanità. Diventare una morta che cammina, rapportarmi con un'infinità di altri cadaveri, parlando di quanto è bello il rivestimento in raso, e le rifiniture in ebano della nostra tomba.
Ma non ci riesco. E sto male.
Probabilmente ormai sono una disadattata. Grazie a Dio.
Sto sempre male. Ma non importa. Mi sento viva in questo modo.
E penso che se ognuno di noi soffrisse per gli altri come per sè stesso, forse si riuscirebbe a non andare alla deriva alla velocità della luce, come sta succedendo.
Sto male. Ed il problema è che non so come incanalare questo malessere, dove lasciarlo defluire, affinchè da tutto questo fango venga fuori almeno qualche piccolo fiore.

Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 12:05 | link | commenti (6)
categorie: filosofia, zonedombra, animalistrani
martedì, 30 ottobre 2007

GIRI DI BOA CHE FANNO PAURA

Mia mamma mi dice spesso che fino a vent'anni la vita dà, poi la vita prende.
Dice vent'anni perchè nella sua generazione le donne diventavano mamme presto, quindi il viraggio del colore della vita verso un tono più scuro avveniva verso quell'età. A parte il ghep generazionale, per cui oggi il periodo in cui la vita dà è fortunatamente quasi raddoppiato, direi che ha ragione.
Dopo i 40 o giù di li, inizia la metà pericolosa della vita. L'età dei lejeusonfè e di un giorno di ordinaria follia.
L'età in cui in pratica non fai più niente per te, ma tutto per gli altri, ma stranamente passi il tempo a dire grazie a tutti.
I 40 anni o giù di li sono l'età in cui hai figli -se ne hai- ancora piccoli e genitori che stanno invecchiando, per cui devi iniziare a stanziare del tempo non solo per seguire giusto il minimo sindacale i tuoi figli, ma anche perchè, se ti va bene, ogni tanto devi accompagnare i tuoi genitori a fare qualche visita medica.
Ma fin qui nessun problema, è normale e bello occuparsi dei propri cari.
Anzi, direi che poche altre cose sono altrettanto normali e belle.

La cosa spiacevole ed amara è che, per come è strutturata questa società, o meglio
quest'accozzaglia cacofonica di gente dove ognuno si fa i cazzi propri e crepa pure basta che non mi rompi i coglioni, dicevo la cosa amara è che in questa fase della vita, per quanto riguarda il lavoro, diventi una persona "debole". Lo diventi perchè stai cercando di farti autonomamente la tua vita, e non vivi più con i tuoi genitori, che in sostanza prima ti mantenevano in tutto e per tutto tranne che per i divertimenti idioti.
Per cui l'azienda dove lavori, che fino ad oggi ti ha dato ogni tanto una sorta di "paghetta" per gli extra, disgraziatamente si vede costretta ad affrontare la sgradevole circostanza che tu pretenderesti un contratto di lavoro ed uno stipendio che ti consentano di pagarti un mutuo, mantenere i figli, affrontare eventuali spese mediche impreviste, senza doverti fare finanziare dai tuoi genitori
, notare non si sta parlando di vacanze e cene fuori.

E, si capisce, davanti a certe irragionevoli pretese, l'azienda, che fino al giorno prima ritornellava "siamo tutti una grande famiglia e lavoriamo tutti insieme appassionatamente, collaborando e sinergizzando", ovvio che si irrigidisca, che prenda le distanze. E che cerchi in vari modi di allontanare questa mela marcia di dipendente che si è permesso di costruirsi una vita, che osa fare dei progetti, che vaneggia insensatezze sulla pianificazione del proprio futuro, che addirittura bestemmia dicendo di volere dei figli.
Quest'essere immondo, repellente, questa sanguisuga che, timidamente, sottovoce, tremante, senza nessuna dignità, si è spinto fino a chiedere se vi è la seppur remota possibilità di essere confermato sul lavoro in modo più regolare, con un contratto a tempo indeterminato al minimo sindacale. Quelle solite 1000 Euro al mese di cui si parla tanto ogni volta che si parla di lavoro, niente più di quelle 1000 Euro che anche se ti consentono giusto di non morire di fame, di sopravvivere, ormai sono viste (soprattutto se associate ad un regolare contratto a tempo indeterminato), come un privilegio da confessare sottovoce, un punto d'arrivo inaccessibile, il Paese della Cuccagna.
E' ragionevole quindi che un'azienda voglia allontanare dal proprio gruppo di collaboratori una persona con simili ed inverosimili pretese, perchè non "crei un pericoloso precedente", "un'anomalia difficile da gestire" (quanto amano questa frase certi direttori del personale, ma quanto la amano.... la amano così tanto che mentre scopano invece di dire sei la mia troia dicono sei la mia anomalia), e perchè non contamini il gruppo, creando malcontento con l'esempio negativo della sua avidità e del suo egoismo smisurati.

La logica dominante delle aziende, con i dovuti distinguo fra imprenditori/manager più o meno illuminati, sembra essere questa: "ma scusa, ti do GIA' un lavoro, un ruolo nella società, la possibilità di renderti utile facendo qualcosa che ti gratifichi (?????), e tu lavoratore ingrato, non pago (passatemi il termine), mi pretendi ANCHE uno stipendio?!"
Parlando, tanto per capirci, di aziende che vanno bene, di grosse Spa che fanno utili da vertigine. Di quelle che pagano i corsi di golf ai propri clienti e manager per creare occasioni di bizniz, che sempre col pretesto della fidelizzazione del cliente organizzano convenscion di tre giorni al Centro Benessere superfigo a Ischia, non nella palestra della scuola comunale di Cinisello Balsamo. Tanto per capirci.
Non di quelle piccole imprese che lottano per stare a galla, dove imprenditori vecchio stampo che ormai esistono solo nel libro di Alice, non dormono la notte per la paura di dover lasciare qualche dipendente in mezzo alla strada, di creare disagio ed infelicità.
Tanto per capirci.

Insomma, la vita aziendale è proprio una storia raccontata da un idiota, piena di frastuono e di foga, che non significa nulla.
Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 19:33 | link | commenti (15)
categorie: imprecazioni, animalistrani, disagimentali
lunedì, 15 ottobre 2007

SAPERE CHE C'ERA

Sapere che c'era, da qualche parte nel mondo.
Senza averla mai vista, ma sapere che c'era.
Bastava questo.
A volte basta solo sapere che in qualche posto brilla un fuoco, per sentirsi al caldo, un po' di più.
Ora lei ha portato il suo sorriso chissà dove e oggi qui fa un freddo nero assurdo e non si riesce a respirare, a vedere bene, ad andare, in qualche modo, avanti.
Mio Dio. Che paralisi.

Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 17:55 | link | commenti (9)
categorie: dolciaffini
domenica, 30 settembre 2007

JUST AN ILLUSION

                 illusione11

Certe cose sono ferme, statiche, immobili, eppure noi siamo strutturati in modo da vederle muoversi.
...
Questa faccenda deve avere prodotto nella società danni incalcolabili.
 

VasoE comunque oggi ho mostrato l'immagine a fianco a mia figlia (ormai è in prima elementare, certe questioni serie si possono  anche affrontare), e le ho chiesto se ci vedeva due che stanno per baciarsi oppure un bel vaso.
Mi ha risposto "Vedo due che stanno baciando un bel vaso!"
La terza via.
Quella che non vediamo più.

Ho inteso che, almeno fino ai sei anni, gli esseri umani potrebbero anche non essere dannosi per la società.
Dai sette in poi, devo ancora verificare.

Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 14:53 | link | commenti (11)
categorie: duebimbe, animalistrani
mercoledì, 22 agosto 2007

                 

I could be brown, I could be blue, I could be violet sky, I could be hurtful, I could be purple, I could be anything you like
Gotta be green, Gotta be mean, Gotta be everything more
Why don't you like me?
Why don't you like me?
Walk out the door!

(Grace Kelly - Mika)

Squisitamente elargitovi da: ARIACHIARA alle ore 16:53 | link | commenti (14)
categorie: perle, geniodelletere, bellecanzoncine